Il rovescio della guerra – Marco Rossi

12,00

Le nostre anime sono ben più desolate e devastate del mucchio di rovine che dobbiamo difendere.

(Fritz Weber, Tappe della disfatta)

Leggi in anteprima la prefazione qui.

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Il rovescio della guerra
Psichiatria militare e “terapia elettrica”durante il Primo conflitto mondiale
Marco Rossi

Con una prefazione del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud, Pisa. Leggila qui in anteprima.

La Prima guerra mondiale, con le sue dimensioni estreme, vide l’irruzione massiva di feriti “dentro”, invalidi con corpi apparentemente integri: per la psichiatria fu uno sterminato campo di studio e sperimentazione. Nella convinzione che per curare la mente bisognasse intervenire con forza sul corpo, le pratiche messe in atto contemplavano un vero catalogo di supplizi, compresa la cosiddetta terapia elettrica, intesa sia come strumento di cura per le nevrosi di guerra che come mezzo per smascherare i simulatori. D’altra parte, ogni soldato sofferente era visto e trattato come un presunto simulatore, quindi come un traditore della patria; specularmente, ogni insubordinato era guardato alla stregua di un malato di mente. L’orizzonte della cura si andò così perdendo, oscurato dall’ideologia nazionalista e dal militarismo. Il rovescio della guerra restituisce alla memoria a lungo negata gli orrori subiti dai soldati al fronte e nei manicomi: carne da macello sacrificata per gli affari del capitale. Allora come oggi, per molti di questi sopravvissuti più sensibili o fragili – vincitori o vinti – non resta che una vita da “scemi di guerra”.

 

Peso 0.2 kg
Dimensioni 14 × 21 cm
ISBN

9791280497062

Pagine

132